Efficienza gestionale
La necessità sempre più pressante, anche nel mondo del non profit, di definire i criteri di efficienza e di efficacia di un’organizzazione ha spinto un gruppo di associazioni a individuare una metodologia per monitorare e rendicontare l’efficienza e l’efficacia istituzionale delle proprie attività attraverso criteri comuni, condivisi e confrontabili.
Il gruppo di lavoro, costituito da AIRC, AISM, Cesvi, Comitato Italiano per l'UNICEF, Fondazione Telethon, Lega del Filo d’Oro, Save the Children Italia e WWF Italia, ha presentato all’Agenzia per le Onlus un primo contributo per individuare indici di efficienza e di efficacia.
In particolare è stato proposto uno schema di indici di efficienza che ciascuna associazione si è impegnata ad adottare già a partire dal bilancio 2008 per consentire di mettere a confronto l’efficienza di ogni singola organizzazione.
Attività 2011
Sulla base degli indici concordati tra le associazioni del gruppo di lavoro, si può ripartire il bilancio dell'UNICEF Italia in tre grandi ripartizioni:
Incidenza degli oneri per attività istituzionali: include i fondi trasferiti all'UNICEF Internazionale per i programmi e quelli impiegati per le attività di promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Misura quanto incidono gli oneri per attività istituzionali sul totale degli oneri sostenuti dall'organizzazione. Nel 2011 questo indice è stato del 67% (era 70,2% nel 2010).
Incidenza degli oneri per la raccolta fondi: misura quanto "pesano" gli oneri da raccolta fondi sul totale degli oneri sostenuti. Questo indicatore, che risente anche di fattori esterni quali la crisi economica nazionale e internazionale e il taglio governativo alle agevolazioni sulle tariffe postali per le Onlus, è stato nel 2011 pari al 23% (22,6%, nel 2010).
Incidenza degli oneri per attività di supporto: misura quanto incidono gli oneri da attività di supporto (spese gestionali, amministrative e di altra natura non riconducibile alle voci precedenti) sul totale degli oneri sostenuti. Per l'UNICEF Italia nel 2011 questa quota è stata pari a 10,1% (era 7,1% nel 2010).
Un ulteriore indice di efficienza riguarda la misurazione di quanto l'UNICEF Italia spende in termini economici al fine di promuovere la raccolta fondi e permettere ai donatori di effettuare le proprie donazioni. L'indice di efficienza della raccolta fondi viene calcolato considerando oneri e proventi derivanti da attività di promozione dell’attività dell’organizzazione condotte con tecniche tipiche del marketing e del fundraising.
Sulla base di questi presupposti, questo indicatore sintetico è stato per l'UNICEF Italia pari a 0,23 (pari al 2010). In altri termini, per raccogliere un euro addizionale, nel 2011, l'UNICEF ha dovuto investire 23 centesimi di euro.
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