L’impegno di Carolina per un futuro senza pregiudizi e stereotipi

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19/03/2025

"Mi sono sempre sentita divisa tra due mondi: in Italia ero ‘quella con origini straniere’, mentre a Cuba ero ‘troppo italiana’," racconta Carolina, 24 anni, nata da madre cubana e padre italiano. Racconta che crescere tra due culture diverse non è mai facile, ma per lei è diventato un punto di forza. "All'inizio era difficile capire dove appartenessi veramente, ma poi ho imparato a vedere questa diversità come una risorsa." 

Oggi Carolina, O.S.S. e studentessa di infermieristica, è anche una giovane attivista che fa parte della OPS! Academy  dell'UNICEF, un'iniziativa che la vede impegnata con la piattaforma U Report On The Move nella promozione dell'inclusione sociale e nella lotta contro la discriminazione. Il suo impegno non è solo teorico, ma nasce direttamente dalle sue esperienze di vita. "Ho lavorato con minori stranieri non accompagnati e ho visto da vicino quanto sia difficile essere accolti in un nuovo paese, soprattutto quando ci sono pregiudizi che ti accompagnano," dice Carolina, ricordando le difficoltà dei ragazzi che arrivano in Italia. 

Un ricordo in particolare le è rimasto impresso: "C'era un ragazzo in comunità che parlava pochissimo all'inizio. Sembrava chiuso in sé stesso, come se il mondo attorno a lui non potesse comprenderlo. Poi, piano piano, con il giusto supporto, ha iniziato a parlare, a esprimersi. La lingua non era più un ostacolo insormontabile, ma un ponte verso nuove opportunità. Vedere la sua trasformazione è stato incredibile." 

Un aspetto che Carolina considera fondamentale è l'importanza di ascoltare le storie dei giovani con background migratorio proprio dalle voci dei protagonisti, per far sì che il loro punto di vista emerga nella società. "La narrazione è uno strumento potente. Spesso i giovani migranti sono messi in secondo piano, eppure hanno tanto da dire. È essenziale ascoltarli, perché sono loro che possono cambiare la visione che la società ha di loro," afferma. 

Una data significativa per Carolina

Il 21 marzo, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale, diventa per Carolina una data significativa, un’occasione per riflettere su come la discriminazione possa essere combattuta attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità.

"È fondamentale che ogni giovane possa sentirsi parte di qualcosa, che venga riconosciuto per quello che è, senza pregiudizi," dice. "L’inclusione non significa solo essere accettati, ma essere attivamente partecipi nella società."
 

Per Carolina, la battaglia contro le discriminazioni è una questione di cambiamento culturale. "Non possiamo pensare che l'inclusione sociale avvenga solo nei centri di accoglienza o nelle scuole. Deve essere una parte integrante di ogni aspetto della nostra vita quotidiana," afferma con convinzione. "Siamo la generazione che sta creando nuovi modelli di appartenenza, e questo è solo l’inizio." 

19/03/2025

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