Vanuatu, corsa contro il tempo per sventare epidemie di morbillo dopo il ciclone

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16/03/2015

17 marzo 2015 - Una campagna di vaccinazione d'emergenza è in corso a Vanuatu per proteggere i bambini colpiti dal ciclone Pam, visto che crescono i timori di una grave epidemia di morbillo.

UNICEF e l'OMS stanno offrendo supporto al locale Ministero della Salute per raggiungere i bambini, particolarmente vulnerabili alle malattie dopo il ciclone che ha sconvolto l'arcipelago.

Vanuatu faceva registrare tassi di vaccinazione di routine molto bassi già prima della catastrofe; all'inizio di marzo era stato segnalato un focolaio di morbillo, malattia potenzialmente mortale per i più piccoli.

«Oggi stesso 6 team sono stati inviati in tutta l'area raggiungibile della capitale, Port Vila, per avviare la campagna di vaccinazione contro il morbillo», riferisce Karen Allen, Rappresentante UNICEF per la regione del Pacifico. «Santo e Port Vila rimangono la massima priorità per quanto concerne il morbillo, considerato il numero precedente di casi confermati o sospetti.» 

Altri team di operatori locali - fino a un massimo di 6 - saranno formati e inizieranno a lavorare alla fine di questa settimana. Si occuperanno di vaccinare i bambini, somministrare loro dosi indispensabili di vitamina A e distribuiranno zanzariere per proteggerli dalla malaria

L’UNICEF e le organizzazioni partner hanno ripristinato a Vanuatu la "catena del freddo" - il sistema di stoccaggio e trasporto dei vaccini alla giusta temperatura – che era stata danneggiata dal ciclone di venerdì pomeriggio.

«La precedenza per le vaccinazioni sarà data ai bambini ospiti nei centri per sfollati: il programma prevede la somministrazione dei vaccini nelle prime ore della sera, quando la maggior parte delle persone rientra nei centri» spiega Karen Allen. «Abbiamo coinvolto infermiere in pensione e tutti i medici reperibili, per portare avanti la campagna». 

L’UNICEF sta anche distribuendo via nave e con un volo umanitario beni di emergenza per i bambini e per le famiglie di Vanuatu colpite dal ciclone Pam.

Gli aiuti comprendono kit sanitari di base, sali per la reidratazione orale, zinco, vitamina A, tende, zaini con materiali scolastici, kit igienici, cisterne di acqua potabile, disinfettanti e contenitori per conservare e trattare le scorte idriche.

Del disastro di Vanuatu si è discusso alla III Conferenza delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio da disastro naturale (WCDRR), il meeting internazionale in corso dal 14 al 18 marzo a Sendai, in Giappone. 

Il Direttore dell’UNICEF Anthony Lake, intervenuto alla Conferenza durante la sessione dedicata all'infanzia, ha parlato dell’importanza della riduzione del rischio di disastri.

«Dalla fine degli anni ‘90, i disastri causati dai cambiamenti climatici hanno colpito 66 milioni di bambini all’anno» ha dichiarato Lake. «Nei prossimi decenni questo numero si triplicherà e arriverà a 200 milioni di minori. Ancora più bambini moriranno, non andranno a scuola, saranno esposti al rischio di diventare vittime di traffico, abuso, sfruttamento e lavoro forzato.» 

«Oggi, con le comunicazioni ancora interrotte, non conosciamo la portata esatta del disastro che ha colpito Vanuatu e le Isole Salomone. Ma sappiamo che almeno 60.000 bambini sono stati colpiti dal ciclone e hanno bisogno di aiuto» ha proseguito Lake.

«Quando affrontiamo questo genere di catastrofi, nel mondo, dobbiamo ricordare che esse hanno conseguenze più gravi sui paesi poveri e svantaggiati, e in particolare sulle fasce di popolazione più povere e svantaggiate che li abitano.»

Per soddisfare i bisogni più urgenti dei bambini e delle famiglie colpite dal ciclone Pam, l’UNICEF stima necessari almeno 3 milioni di dollari per interventi nei settori della salute, dell'istruzione, della nutrizione e della protezione dell'infanzia.

16/03/2015

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